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Verbale dell’incontro dei sacerdoti e religiose del decanato di CESANO BOSCONE

del 16 gennaio 2007

c/o la parrocchia Ss. Pietro e Paolo in Corsico

 

Sono presenti all’incontro i sacerdoti:

 

Agnesi don Franco, Cariboni don Donato, Galbiati don Lucio, Penna Gabriele (diacono), Cianci don Marco, Conti don Luigi, Massironi don Sergio, Valcamonica padre Mario, Benacchio padre Pietro, Pirotta don Carlo, Maculan don Giovanni, Oriani don Maurizio, Bonfanti don Silvano, Brambilla don Marcello, Soffientini don Roberto, Colombini don Franco, Bellò don Andrea, D’Angelo padre Biagio, Alessi fratel Fabrizio, Sala don Enrico, Mapelli don Carlo, Gelli Renato (diacono).

 

Sono presenti all’incontro le consacrate: suor Maria, suor Emanuela, suor Maria, suor Viviana, Cristina, Chicca, Suor Mariagrazia, suor Mariacarla, Casiraghi suor Mariachiara, Suor Enrica.

 

 

 

 

Appunti sulla Meditazione guidata da don Sergio sul vangelo della III Domenica “per annum” anno C (Lc 1,1-4; 4,14-21):

 

  1. «Poiché molti hanno messo mano..», v.1,1. Il tono prevalente nel nostro annuncio non è quello del racconto.
  2. Citazione a memoria di un passo dell’“Ipotesi su Gesù” di Messori: poche persone ti portano in cantina a vedere le fondamenta. Dobbiamo tornare alle origini della nostra fede.
  3. «Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito santo..» v. 4,14: la vicenda di Gesù è solida perché guidata dallo Spirito.
  4. seguire Gesù costa, è la strada della croce... ma nonostante questo la prima esperienza che si fa di lui quando lo si incontra è l’esperienza della liberazione.

 

Vicario Episcopale

(Metto di seguito qualche appunto su quello che don Mario ha detto, tenendo conto che una proposta più organica la si può trovare nei fogli che ci ha lasciato)

 

  1. il principio di modestia: non misurare i risultati pastorali contando i nostri successi e insuccessi. Discernimento sul nostro operato, se tutto quello che facciamo sia davvero necessario farlo, non dobbiamo salvare il mondo. Forse devo decidere che devo lasciare qualcosa o che qualcosa non mi compete. Il criterio che ci guida è il Signore, più che i risultati. Consapevolezza di essere semplicemente dei servi.
  2. la chiesa è una Comunione che deve annunciare il vangelo. “La nostra missione è la comunione e la nostra comunione è per la missione” Card. Tettamanzi. Uno stile di rapporti: come possiamo far si che il nostro essere presbiteri viva in questa comunione? Curare la forma della comunicazione. Occorre saper ascoltare. Sembra che alle volte si voglia esibire quello che uno ha dentro. Occorre anche saper parlare. Siamo gente che dobbiamo parlare spesso, anche troppo. Dobbiamo parlare per comunicare, costruire, se non si ha niente da dire si tace. L’intenzione non è quella di far valere il proprio punto di vista ma cercare il punto di vista più avanti.
  3. la libertà di Gesù, la sua lucidità, deriva da questa vita in comunione con il Padre. la preghiera è un vincolo di comunione. Gesù si alza di notte: è una risposta perché c’è qualcuno che mi chiama: “una voce, il mio diletto!” anche noi siamo chiamati a pregare. La comunione può esserci solo quando c’è la solitudine.

 

una riflessione sulle priorità:

 

  1. necessità di condivisione dei progetti entro i decanati. La pastorale di insieme si rivela risolutiva dei problemi. Le singole comunità non sono in grado di far fronte alle necessità missionarie. Preoccupiamoci di non disperdere energie e di valorizzare quello che c’è.
  2. per fare un progetto sul decanato ci vuole un luogo di confronto: il Consiglio Pastorale Decanale. I temi da sottoporre sono:
    - le individuazioni delle unità di base, i luoghi in cui si possa fare una comunità di pastorale organica. Individuare quali sono quelle comunità parrocchiali che hanno una particolare vocazione a lavorare insieme. Vorrei tra l’altro visitare le parrocchie che hanno già avviato una collaborazione
    - quali sono le strutture che si possono considerare e le attività che devono andare avanti indipendentemente dai singoli preti.
  3. la visita pastorale decanale avrà due fasi: il decano visita le parrocchie e l’arcivescovo visita i decanati.
    Entro giugno l’arcivescovo vuole visitare 7 decanati. Per la nostra zona ho chiesto di visitare prima il decanato di Peschiera Borromeo.
  4. il fenomeno dell’arrivo di nuove famiglie: nella nostra zona c’è una grande attività edilizia. Si lavora lontano dalla casa così che i nonni sono lontani e le attività scolastiche e di catechesi non vengono svolte in parrocchia ma altrove.
  5. il valore simbolico della consacrazione. più che un valore funzionale (mancano preti) la vocazione ha un valore simbolico dove anche la scelta della vita viene fatta con il Signore. I membri dei consigli pastorali devono formarsi anche su questa esigenza della chiesa oltre ovviamente alla corresponsabilità e non semplicemente laici che eseguono senza però assumere ruoli statici per molti anni,


    INTERVENTI

 

 

don Maurizio:       è vero che l’efficientismo non è l’unico criterio ma spesso si ragiona così. Allora quale è il criterio da seguire per vedere se la parrocchia funziona?

don Roberto:        grazie per l’intervento che ha fatto. É importante insistere non solo sulla comunione ma anche sulla qualità della comunione. Alle volte ci accontentiamo di trovarci a pregare e a mangiare. Inoltre ci vuole una “istituzionalizzazione” della necessità di lavorare insieme. I laici ci credono, sono contenti di lavorare insieme. Non sempre è così per le suore e i preti. Che si dica dall’alto: si deve fare così.

don Andrea:         la comunione non è facile. il prete ci mette la vita in quello che fa.

don Giovanni:       Nel ‘72 si era fatta una riflessione fra fede e sacramenti. E già si vedeva che la frequenza alla messa non era alta. Siamo una chiesa che fa tanti figli ma non ha l’alimento da dare o gli strumenti adatti per allevare questi figli.

padre Pietro:         ho trovato una grande ricchezza nella diocesi di Milano. É difficile stare dietro a tutti gli impegni e ad avere anche la mia vita spirituale.

Gabriele Penna:    mi sembra fondamentale questo appello alla comunione. É difficile vivere la comunione nella propria comunità e adesso si parla anche di comunione fra parrocchie. I giovani delle nostre parrocchie vivono questa comunione. Anche con le famiglie si cerca di far vivere questa fraternità ma si fa un po’ fatica.

don Luigi:              credo che la gente non si possa massificare, appiattire. Bisogna porre attenzione anche alle diverse sensibilità spirituali. Importanti gli accorpamenti ma alle volte si rischia di perdere la figura di riferimento. Inoltre non si può parlare di questi argomenti senza pensare ad un pagamento dei laici.

Renato Gelli:         la comunione si fa partendo da un simbolo. Nel cantico dei cantici si cerca per tre volte “l’amato del mio cuore” e noi spesso ci fermiamo alla prima volta che non lo troviamo e inventiamo una scusa per non cercarlo più.

Cristina:                 proprio in questi giorni, pensando alla fatica di comunione, mi chiedevo dove abbiamo messo Gesù. Non a noi ma a Gesù è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Bisogna mettere come fondamento la vita spirituale.

suor Chiara:          Non mi sembra si faccia fatica a lavorare insieme preti e suore. Certamente non possiamo più lavorare al nostro orticello ma dobbiamo lavorare insieme su un territorio. Dobbiamo riusciamo a sposare questo progetto, magari condividendolo in pieno o almeno all’80%.

don Silvano:         teniamo conto che abbiamo don Marcello allo Spirito Santo che è Rumeno, e potrebbe darci una mano per le nuove famiglie straniere che arrivano.

suor Mariagrazia: Normalmente la chiesa è maschilista e le suore sono considerate di seconda categoria. la parola del prete è considerata superiore a quella della suora.

 

ripresa di don Mario:

 

Vi ringrazio. La comunione nella chiesa è difficile ma dovremmo evitare aspettative massimalistiche, per cui tutto deve andare bene, che andiamo sempre d’accordo ecc. e misurare le proprie attese con un sapiente discernimento. Occorre vedere le cose con un certo realismo.

Lavorare su progetti comuni non significa sguarnire il territorio o sminuire i carismi. Il lavorare insieme può favorire i carismi. D’altra parte una esagerazione della sottolineatura dei carismi fa si che si costruisca una comunità a propria misura e poi, nel caso di avvicendamento, chi viene dopo si trova in difficoltà. Anche quanto si è detto che la buona volontà non basta e che ci vogliono degli interventi dall’alto è abbastanza discutibile. Bisogna che ci sia prima una elaborazione di un progetto, di una idea che parta dal basso. Poi certo che l’elaborazione dell’idea e la decisione di chi abbia un ruolo di “potere” si debba decidere dall’alto. Ma l’idea di lavorare a unità più globali mi sembra promettente.

 

Don Franco Agnesi:

per E-Mail abbiamo mandato una tabella in cui bisognava segnare il nome del proprio consigliere per il consiglio pastorale decanale. Le religiose devono mettersi d’accorso per scegliere le sei consacrate che devono partecipare. Io poi sceglierò le persone che sono di mia personale scelta.

 

abbiamo scelto il martedì sera come giorno dell’incontro del CPD e abbiamo pensato alla prima data:

il 20 febbraio ore 21.00 a Maria Madre della Chiesa - Buccinasco

 

Programma della due giorni di zona:

L’esercizio della comunione presbiterale. Inizierà lunedì 19 febbraio ore 16 a Seveso.

la sera di martedi ci sarà una comunicazione sul Convegno di Verona. Don Roberto sarà l’incaricato di fare il segretario di un gruppo.

 

Il vicario penserebbe di farsi presente nelle nostre comunità anche incontrando gli operatori pastorali.

Inoltre vorrebbe mandare entro il 20 di ogni mese per E-Mail un intervento da pubblicare nei bollettini parrocchiali.

 

Per non lasciare cadere lo spirito di quello dell’anno scorso si pensava di fare un incontro di tutti i CPP e dei CAE del decanato. Lo si deciderà la prossima volta, intanto ci pensiamo.

 

commissioni:

commissione famiglia:        si deve organizzare come commissione famiglia un ritiro decanale per le famiglie. Ci penserà don Luciano

ecumenismo:                        giovedì sera c’è l’incontro ecumenico a sant’Adele ore 21.00.

pastorale vocazionale:        Ci saranno 4 appuntamenti da qui a giugno:
sabato pomeriggio dalle 17 alle 21 in Oratorio s.Gv Batt.
10 febb, 10 marzo, 14 aprile
il 19-20 maggio la due giorni a Venegono. Sarà aperto ai ragazzi delle medie sebbene l’invito sia rivolto anche ai gruppi chierichetti, facendo diventare quell’incontro l’incontro della formazione ordinaria parrocchiale del gruppo. Vi chiediamo di segnale al mio indirizzo E–Mail a persone che ci possano aiutare: giovani informatici, mamme per cartelloni, bricolage, qualcuno che suoni alle Messe, animazione liturgica, ecc. Il giorno dlel’incontro con queste persone che aiutano è fissato per il 24 di gennaio ore 21 sempre da me.

Caritas:                                  questa sera inizia il corso sulla sanità mentale.

venerdì alle ore 21.00 si troveranno tutte le associazioni di ispirazione cristiana.

 

 

1l 25 marzo la cresima per adulti è stata spostata a san Giustino non più a Romano Banco.

 

don Luigi: domenica 21 facciamo il saluto a don Giampiero. se qualcuno vuole venire a concelebrare o al pranzo me lo dica.