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VERBALE ASSEMBLEA DI DECANATO DEL 03-02-2009

 

Sono presenti:

 

don Zanetti

don Cariboni

don Caldera

don Sala

don Casati

padre Chirulli

padre Tironi

don Conti

suor Emanuela

padre D’Angelo

fratel Alessi

suor Piermarcella

suor Chiara

suor Rosario

suore di S. Antida Thouret

don Bonfanti

don Caporali

suor Gallina

don Magnani

don Cianci

don Galbiati

 

Sono assenti giustificati:

 

don Soffientini

don Fusi

padre Valcamonica

don Gianola

suor Domenica

don Mapelli

diacono Gelli

 

 

1.    Viene approvato all'unanimità il verbale del 13-01-2009

Alle ore 10.30 arrivano il diacono Penna e suor Domenica.

 

2.    Pastorale Giovanile

Don Marco Cianci, responsabile Pastorale Giovanile Decanale, espone i contenuti della 4^ bozza del documento del Vicario Generale, Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli dal titolo Ripensare la Pastorale Giovanile. Per una Chiesa del futuro. (già precedentemente distribuito ai presenti in Odg via mail)

     Ore 10.45 arrivano don Lo Cicero e don Colombini

Fotografia Situazione Decanale PG

·         Sant’Adele e Pietro e Paolo, già UPG parallela a UNITA’ PASTORALE tra le parrocchie, unica equipe di educatori delle diverse fasce d’età; unico gruppo 18/19 enni.

·         UPG Sant’Ireneo e San Giustino: esiste un’equipe di educatori che lavorano insieme e insieme si svolgono concretamente i gruppi dalla fascia degli adolescenti in su. L’idea centrale della UPG è “un Oratorio (= un unico aspetto educativo) in 2 case”

·         Esiste Consulta pastorale giovanile decanale che si ritrova ogni mese.

·         Come iniziative decanali sono presenti: le scuole della parola giovani e adolescenti; i laboratori PG; dei coordinamenti cittadini per preparare futura istituzione di UNITA’ PASTORALE GIOVANILE.

 

Interventi:

 

don Bonfanti: è solo una riforma strutturale, il problema è aver chiaro a cosa vogliamo educare.                              È problematica poi la distinzione della figura del prete da responsabilità educativa (fede separata dalle opere?); prete solo assistente esterno?

 

decano don Galbiati: pastorale d’insieme la si fa se ce n’è bisogno; è giusto comunque mantenere un oratorio in ogni parrocchia, bisogna evitare il pericolo di omogeneizzare il tutto.

 

don Caporali: la cosa fondamentale è la spinta del documento a progettare il futuro.

 

don Magnani: vedo come pericolosa la distinzione: lo spirituale del prete, il pratico è dei laici. Per il prete è fondamentale condividere la vita concreta dei ragazzi. È necessario invece che non ruoti più tutto attorno al prete. Ma si passa da un estremo all’altro troppo in fretta (prete troppo decentrato).

 

Alle ore 11,00 arrivano don Maculan e don Mapelli

 

don Lo Cicero: come rientra nella riforma della PG l’attenzione missionaria a chi non viene?

 

don Pirotta:  1.diversità enorme tra piccole parrocchie e le grandi esperienze di oratorio. In queste piccole parrocchie ristrutturare la pastorale giovanile vuole dire ristrutturare tutto il modo di organizzare la parrocchia.

2. come rientra la dimensione caritativa dell’oratorio come luogo d’accoglienza dei  ragazzi che passano il pomeriggio in strada?

3. perplessità sull’annuncio della fede: tirarsi indietro dal territorio fa perdere contatto con la gente. Vedo più produttivo abbattere le frontiere delle diverse fasce d’età almeno nel momento di catechesi e di annuncio della fede. Si rischia altrimenti di svuotare le parrocchie piccole utilizzandole solo come “chiese sussidiarie”, non più come luogo di annuncio fede.

4. La Pastorale Giovanile decanale deve proporre iniziative adatte anche ai giovani che non hanno già un percorso di fede alle spalle. Pensare iniziative attente anche a questo target.

 

don Conti: anche a Sant’Ireneo i ragazzi in oratorio non hanno un percorso di fede alle spalle. Occorre farsi carico anche di questi ragazzi.           

 

don Cariboni: la figura del prete come assistente spirituale è un’occasione per risolvere il problema di gestione delle strutture, facendo emergere figure di laici che si prendano a cuore l’oratorio. L’attenzione missionaria va di pari passo alla formazione spirituale dei giovani: non si può cercare chi non viene se non si è costituito un gruppo formato a questo.

 

Diacono Penna: dubbio su figure di laici professionalmente impegnati in oratorio e pagati. Si perde la testimonianza della gratuità della carità cristiana. Nel documento è forte la sottolineatura sui laici. Bisogna formarli veramente e scommetterci sopra davvero. Ad esempio il confronto con gli scout: il prete in questa realtà associativa non è quasi mai presente, ma lo è nella sostanza; il prete cura la formazione dei laici e li segue a distanza. Il documento invia fortemente anche a precisare i ruoli: a S. Ireneo c’è una confusione di ruoli che non giova.

 

Don Colombini: mi sembra si stia mettendo “vino vecchio in otri vecchi”.

Gli oratori sono vuoti, occorre impostare in maniera completamente nuova la Pastorale giovanile. Parliamo linguaggi estranei ai giovani. Don Bosco non si riconoscerebbe nella Pastorale Giovanile decanale.Troverebbe modi nuovi. Ci mettiamo insieme perché siamo pochi e vogliamo essere in tanti: è puerile!

 

Don Sala: condivido quello che dicevano don Colombini e don Lo Cicero. Gli oratori sono si-curamente un dono da coltivare. Ma nel documento mancano due cose:

1. UNA PASTORALE NUOVA E DIVERSA NEI CONTENUTI E NELLE MODALITA’. I destinatari sono due: chi c’è ed è importante formare; ma anche i lontani. Nel documento questi secondi non sono contemplati. I laici non sono capaci di stare in oratorio e di prendersi responsabilità.

2. Manca tutto l’ASPETTO VOCAZIONALE della Pastorale Giovanile: educare a scegliere.

 

Don Bonfanti: è importante la dimensione vocazionale. Noi ci crediamo che il Signore possa mandare operai nella sua Messe! Occorre avere fiducia nell’opera dello Spirito Santo. Occorre credere anche nell’opera dello Spirito che si manifesta nella Chiesa anche in nuove forme, nei movimenti, nell’Azione Cattolica.

 

Don Cianci: come mai tutti i ragazzi passano dall’Iniziazione Cristiana e non riusciamo a tenerli? Perché c’è una fortissima scissione tra catechesi e oratorio.

La Consulta fa proposte da seminario? L’anno scorso ha realizzato laboratori di PG aperti a tutti.

 

Don Sala: occorre che le parrocchie investano più energie e persone nella PG e non solo nella iniziazione cristiana.

 

Don Maculan: lode a quello che i preti giovani fanno negli oratori, continuate a seminare con

fede. A chi fa le nomine occorre suggerire una maggiore attenzione alla continuità nelle destinazioni dei preti. Occorre che ogni parrocchia chiami i laici alla corresponsabilità, a cominciare dal mondo adulto: l’esempio degli adulti è fondamentale. Ma per questo in Pastorale Giovanile occorrono educatori formati.

 

Suor Cristina: la figura del prete solo come  assistente spirituale manca di concretezza.

Nel documento inoltre la religiosa e il diacono non sono contemplati come possibili assistenti spirituali. Fatico infine a vedere dei laici impegnati in oratorio solo come volontari. Occorrerà pensare anche a qualche figura stipendiata.

 

Don Magnani: la proposta della PG è troppo alta? Mi pare paradossale un’affermazione del genere. Come può  essere una pastorale missionaria se non abbiamo forze formate da mandare? Se devo scegliere tra formare in maniera forte o andare da chi oggi non c’è, scelgo la prima. Perché solo così potrò realizzare anche la seconda.

 

Don Zanetti: nelle case di riposo dove ci sono i volontari laici formati, il prete fa il prete.

Dove non ci sono anche il prete arranca. Occorre anche per la pastorale giovanile avere laici formati che permettano al prete di fare il prete.

 

Suor Chicca : PG forse è l’aspetto più eclatante della fatica pastorale di oggi. Ma la PG è sin-

tomo del mondo adulto che non educa più i giovani alla fede. Occorre pensare seriamente anzitutto alla formazione della fede per gli adulti, così che possano a loro volta formare le nuove generazioni.

 

Don Caldera: 0. premessa. Il problema giovani c’è da sempre perché è il settore più visibile e dove le fatiche vengono a galla di più. Bisogna dare atto dell’impegno grande di preti, suore, laici nella Pastorale Giovanile, anche di fronte a risultati deludenti.

 

Ore 12 arriva padre Valcamonica

 

1. Il documento del Vicario generale è sicuramente un documento tecnico di quadro: la vita e la storia ci aiuteranno poi a percorrere queste strade nel modo giusto. Sicuramente bisogna riflettere sui contenuti e scegliere una proposta uguale per tutti, siamo alla baraonda della creatività.

2. Il documento altrettanto innegabilmente si concentra sul 3% dei giovani che ci sta attorno. Manca il 97% di chi non c’è. Ma è altrettanto innegabile che una missionarietà OPERATIVA debba esserci. Tutti i preti giovani devono essere nella scuola ad insegnare religione!

3. Importanza di proporre itinerari differenziati. Non bisogna assolutamente perdere l’elemento popolare degli oratori: guai se lo perdono! Detto questo ci devono essere cammini più elevati che

però non ha senso siano di tutti perché non possono essere di tutti. Ci deve essere il discorso vocazionale; il corso fidanzati e i gruppi sportivi sono i gruppi giovani più formidabili che abbiamo, bisogna però dare continuità a queste esperienze.

4. Anche la continuità dei preti è decisiva, soprattutto perché tutto si basa sulla relazione tra prete e fedele. Dobbiamo SCEGLIERE DI RAGIONARE E LAVORARE INSIEME, soprattutto nel preparare i laici, valorizzandoli e aiutando i laici a credere nei laici.

 

Don Sala: la Consulta in questo senso diventa fondamentale perché anche se salta il coadiutore in parrocchia rimane un riferimento nel cammino decanale e in alcuni preti giovani che diventano di riferimento.

 

Decano don Galbiati : la continuità è importantissima per valorizzare ciò che c’è, se no manca tempo di maturazione.

 

Don Cariboni: non aiuta in questo il continuare a girare dei preti di questi ultimi tempi nella nostra Diocesi.

 

Don Conti: sono dell’idea che questa visione del prete come assistente spirituale sia proposta anche per giustificare questi continui cambiamenti dei preti.

 

3.        Comunicazioni del Decano:

 

Il convegno decanale dei CPP di febbraio sarà così strutturato: ascolteremo la testimonianza del Decano di Tradate Don Eminio Villa; poi alle ore 15,30 ci saranno dei lavori a gruppi (per questo ciascuna parrocchia deve nominare dei referenti per ogni fascia d’età e mandare a suor Chicca via mail una cartella con nome parrocchia e in essa i files con denominazione “fascia d’età – nome parrocchia” (ad es. “7-12 sgb cesano”). Occorre mandare i nomi a suor Chicca entro pochi giorni.

 

Ore 12,20 arriva don Fusi in tempo per la Recita dell’Angelus Domini e il pranzo. La seduta è tolta.

 

 

 

A. M. D. G.