
D. card. TETTAMANZI, L'amore di Dio è in mezzo a noi, n. 3
II percorso pastorale che l'Arcivescovo indica per i prossimi tre anni intende
continuare l'obbedienza al comando di Gesù che fa nascere ed esistere la
comunità cristiana. Il Signore Gesù, infatti, ha costituito la Chiesa perché sia
luce del mondo, sale della terra, città posta sulla montagna: immagini per dire
la missione, che è segno del potere che Gesù ha ricevuto con la sua
glorificazione, Gesù che è la luce del mondo, il seme che muore nella terra per
produrre molto frutto e innalzato da terra attira tutti a sé. Così la missione
si rivela non un'impresa, un insieme di attività, una conquista, ma una
rivelazione dell'amore che sta al principio di tutto e di tutto costituisce il
senso e per questo fa vivere chi vi entra della vita stessa di Dio.
2. Una rivelazione: l'amore si fa storia, in mezzo a noi. Il segno della
famiglia.
D. card. TETTAMANZI, L'amore di Dio è in mezzo a noi, n. 7-17.
Lettura dell'"icona": il mosaico di M.I. Rupnik.
Il volto triste degli sposi: l'amore può essere un enigma: incomprensibile e
indisponibile. Forse l'atteggiamento spontaneo suggerisce di fare della famiglia
anzitutto un problema e di accingersi a trattare il tema parlando di una
catastrofe inarrestabile, incontrollabile. I luoghi comuni e le ferite, i drammi
vissuti e le statistiche, il grigiore scoraggiato e l'umore depresso e
deprimente, insomma "l'aria che tira" non predispone spontaneamente alla
speranza. Riuscirà persine a spegnere lo Spirito, che come vento amico vuole
liberare il nostro ciclo?
L'abbondanza della gioia che scorre dal costato trafitto: l'amore può essere un
mistero, il dono della vita di Dio. A Cana Gesù diede inizio ai suoi miracoli,
manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. Il primo segno che
rivela la presenza dell'amore di Dio donato in Gesù è la gioia per una festa di
nozze. L'amore tra l'uomo e la donna che si compie nel matrimonio è il segno che
prepara l'ora del compimento, l'amore fino alla fine di Gesù crocifìsso e
glorificato. L'insistenza del percorso pastorale non suggerisce di accodarsi
alle infinite analisi e alle considerazioni deprimenti che vengono spontanee nel
considerare le vicende difficili di molte coppie e di molte famiglie: piuttosto
l'Arcivescovo insiste sull'atteggiamento di chi si rende disponibile a una
rivelazione e l'ascolta.
3. Un'arte difficile: l'ascolto.
Per riconoscere il segno voluto da Dio fin dal principio come rivelazione della
sua vita è necessario
mettersi in ascolto. È la prima tappa del percorso pastorale triennale, quella
proposta per l'anno
2006/07.
L'ascolto è un'arte diffìcile: è necessario impararla dal Maestro (D. card.
TETTAMANZI, L'amore di
Dio è in mezzo a noi, n. 19-20).
Il mistero di Dio che si fa parola umana si traduce in segni: parlano di Dio e
quindi vanno ascoltati,
ma con la precarietà e la confusione delle povere risorse umana e quindi vanno
interpretati e sempre di
nuovo illuminati di nuova luce attinta all'unica insuperabile Parola di Dio che
è Gesù. L'ascolto non è
passività impotente, neppure pazienza condiscendente, non è terapia psicologica;
è piuttosto
discernimento (D. card. TETTAMANZI, L'amore di Dio è in mezzo a noi, n. 24)
Perciò il percorso si avvia ascoltando le parole delle famiglie e ascoltando la
Parola sulla famiglia (D.
card. TETTAMANZI, L'amore di Dio è in mezzo a noi, n. 25-27: dove si ricorda la
scansione
dell'anno in due momenti: fino all'inizio della quaresima è proposto l'esercizio
dell'ascolto di quanto
le famiglie dicono nella varietà delle loro storie e delle loro relazioni con la
comunità cristiana; dalla
quaresima in avanti è proposto l'ascolto della Parola di Dio sulla famiglia)
L'ascolto è un'arte difficile. Richiede atteggiamenti spirituali in cui i
discepoli devono esercitarsi: custodire il silenzio, coltivare la gioia della
gratitudine, educarsi a un cuore misericordioso, vivere un profondo spirito di
preghiera D. card. TETTAMANZI, L'amore di Dio è in mezzo a noi, n. 28).
4. Quando l'amore diventa vicenda quotidiana.
D. card. TETTAMANZI, L'amore di Dio è in mezzo a noi, capitolo secondo: In
questo sta l'amore. Il
Vangelo della famiglia, nn 29-47).
In ascolto della vita delle famiglie (nn 30-43) il Cardinale visita i momenti e
le esperienze che
conoscono la relazione tra uomo e donna, le relazioni familiari, le relazioni
con la comunità cristiana,
le relazioni con il contesto civile.
In ascolto della Parola di Dio (nn 44-47) il Cardinale rievoca in breve il sogno
di Dio di portare a
compimento la creazione nell'amore che costituisce la famiglia, il dramma del
cuore concupiscente
che introduce la drammatica rottura delle relazioni e la redenzione del cuore
umano che per opera
dello Spirito di Cristo rinnova e rende praticabile il disegno originario del
Creatore.
5. L'audacia degli adempimenti: l'amore accolto diventa amore donato
D. card. TETTAMANZI, L'amore di Dio è in mezzo a noi, capitolo terzo: Dare la
vita per i fratelli.
La missione della famiglia, nn 48-62.
Una comunità cristiana radunata dall'amore del Signore crocifisso e in essa le
famiglie santificate
dall'amore ricevuto si incammina con giovane letizia per portare a compimento la
missione che ha
ricevuto.
Il Cardinale Arcivescovo indica alcuni adempimenti che danno forma a questa
missione. Sono
proposte audaci. Sapremo raccogliere la sfida?
L'Arcivescovo propone di promuovere una nuova familiarità con la Parola di Dio
che è contenuta
nella Bibbia: la Bibbia nelle case. Come faremo per imparare, condividere,
insegnare l'ascolto, la
conoscenza, la preghiera?
L'Arcivescovo propone di raccogliere le domande che le vicende familiari fanno
sorgere:
l'approfondimento nella catechesi. Come riusciremo a stabilire un dialogo e a
rallegrare con la
bellezza di un insegnamento che spiega la bontà della verità cristiana?
I soggetti da interessare e coinvolgere (nn 53-58) sono i Consigli Pastorali e
le Commissioni che
potranno immaginare come impostare la festa della Famiglia 2007 e il momento
conclusivo
dell'ascolto delle famiglie, i gruppi Familiari, le Associazioni e i Movimenti
di spiritualità familiare; i
Centri di Ascolto, i Consultori, i Centri di Aiuto alla Vita, le Associazioni di
famiglie, le famiglie
interconfessionali e interreligiose, l'oratorio, la scuola, la società civile.
Le azioni pastorali da valorizzare (nn 59-62) sono la visita alle famiglie, la
richiesta dei sacramenti, l'accompagnamento del dolore e della morte,
l'accoglienza delle persone nell'impostazione adeguata degli orari delle
parrocchie.
6. Un percorso di tre anni, un'attenzione di sempre.
II Percorso Pastorale si distende in tre anni: non si tratta di immaginare che è
finito un percorso, se ne
inizia un altro, che a sua volta si concluderà. La missione continua ed è una
sola.
L'attenzione specifica alla famiglia si articola in tre tappe: 2006/07: Famiglia
ascolta la par olà di Dio
2007/08: Famiglia annuncia la tua fede
2008/09: Famiglia diventa anima del mondo.