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Lettera alle comunità cristiane del Decanato di Cesano Boscone


Carissimi, gioia e pace da parte di Dio Padre e del Signore nostro Gesù Cri­sto nello Spirito Santo. L'amore di Dio in mezzo a noi  riempia il cuore di cia­scuno di voi e alimenti la speranza nel cammino quotidiano della vostra vita e di tutte le vostre comunità cristiane. Desidero raggiungere tutti con una parole di incoraggiamento, di consolazione, di discernimento, dopo i diversi incontri, che mi hanno dato la possibilità di ascoltare la voce delle comunità, dei loro organismi, degli operatori pastorali e dei pastori.

Il messaggio che voglio rivolgervi nasce dalla bella celebrazione della S. Messa conclusiva al Forum di Assago. Infatti, ci siamo radunati per celebrare l'Eucaristia: la presenza della Pasqua di Gesù che raduna la Chiesa, rende i credenti un cuore solo e un'anima sola, alimenta la loro gioia di essere discepoli di Gesù risorto, speranza del mondo, e il principio della loro missione perche nessuno viva senza sapere quanto e amato da Dio.

Da quella festosa celebrazione raccolgo l'invito che vi rivolgo a celebrare sempre con gioia, con cura, con intensità  e freschezza l'Eucaristia: le nostre comunità diventano comunione vissuta se rimaniamo uniti in Cristo per il dono dello Spirito nella consapevolezza che senza di lui non possiamo fare nulla.

In quella S. Messa conclusiva della mia Visita pastorale eravamo insieme, provenendo da tutte le comunità del Decanato. La partecipazione a quell'evento, come ad altri momenti della vita del Decanato e della Diocesi, allarga gli orizzonti, ci conforta con la testimonianza di altri fratelli e sorelle, ci rende attenti a bisogni e possibilità, a povertà e ricchezze che sappiamo essere presenti all'interno delle singole comunità.

Ne ricaviamo il messaggio a proseguire il cammino per una reciproca conoscenza, per una operosa collaborazione tra le parrocchie, per sentirci incoraggiati a compiere passi concreti per consolidare e dare continuità  anche istituzionale alla pastorale di insieme entro le singole città.

Il Decanato è attraversato dal Naviglio, dalla ferrovia e da strade di grande traffico: forse un simbolo delle difficoltà  a comunicare anche quando si e vicini. bene che i cristiani sappiano costruire ponti, si appassionino all'impresa di cercare l'incontro, accettino la sfida di aprirsi all'urgenza della missione che tutti coinvolge e tutti impegna. Le comunità del Decanato sono per lo più comunità numerose, hanno buone tradizioni, dispongono di strutture che offrono molte possibilità  e insieme chiedono molte risorse: possono quindi essere tentate di ripiegarsi su di se e di non vedere che le proprie necessità . Ma la missione che il Signore ha affidato alla Chiesa è impresa troppo grande: solo insieme possiamo essere presenza significativa nel territorio in nome del Vangelo.  

Era presente alla celebrazione anche una rappresentanza degli ospiti dell'Istituto Sacra Famiglia. Eravamo insieme con i poveri, i piccoli, i disabili. Le comunità del Decanato si caratterizzano per una vivace intrapren­denza nelle iniziative di solidarietà e nell'attenzione alle antiche e nuove povertà . Esprimo la mia ammirazione, la mia gratitudine e il  mio incoraggia­mento a tutti coloro che si fanno prossimi ai più  deboli: agli operatori, ai vo­lontari, alle istituzioni. E rinnovo l'invito a considerare sempre i più bisognosi come i fratelli più desiderati, gli ospiti che meritano più grande attenzione. Nel territorio sono presenti molte forme di povertà che spesso bussano alle porte delle nostre comunità: sia benedetta la mano che offre un aiuto, sia benedetto lo sguardo che sa riconoscere i bisogni anche di coloro che non bussano e non chiedono, sia benedetta la parola buona che anche quando non può fare nulla esprime fraternità  e comprensione. La Chiesa e presente nel territorio perche non manchi a nessuno un segno di carità e a nessuno manchi il bene più  ne­cessario che a la speranza, dono del Signore risorto.

La S. Messa che abbiamo celebrato e stata preparata con cura, con la collaborazione di molti: la qualità dei canti, la presenza di numerosi chieri­chetti, 1'efficiente servizio di accoglienza, la professionalità della direzione del Forum, il buon gusto e la generosità  di coloro che hanno curato gli addobbi hanno consentito al clero e ai fedeli di celebrare bene e con gioia. Ho avuto, in­somma, la percezione di comunità in cui sono presenti persone capaci, dispo­nibili, competenti, pronte per un servizio alla Chiesa. A tutti desidero esprimere la mia gratitudine e il mio apprezzamento. Vi invito a fare in modo che la disponibilità divenga dedizione conti­nuativa e il servizio alla Chiesa divenga vocazione. Soprattutto a ragazzi, ado­lescenti e giovani deve giungere la parola amica della Chiesa perche il rapporto con il Signore Gesù non sia un'emozione passeggera e ciascuno sia aiutato alle scelte che danno alla vita il  volto di una vocazione, perche nessuno viva a caso, perche la generosità non sia un episodio circoscritto a un momento.

Alla celebrazione erano presenti le autorità civili: segno di una promettente cordialità e correttezza di rapporti. Desidero che anche a loro giunga il mio saluto e la mia gratitudine per la loro partecipazione a un cosi significativo evento ecclesiale. Ritengo importante che, nel rispetto delle competenze e nella distinzione degli ambiti, sia concretamente riconosciuto il servizio che le comunità cristiane in molti modi rendono alla società civile e che tutti coloro che hanno a cuore il bene comune si incontrino per interpretare i bisogni del territorio, per trovare le giuste risposte alle tante necessità, per promuovere insieme una educazione al senso civico, alla corresponsabilità per il presente e il futuro delle città. La partecipazione alla S. Messa conclusiva della Visita pastorale e stata numerosa; ho sentito il vostro affetto, ho visto i segni della vostra fede e ho cercato di comunicarvi quanto mi siete cari. Esprimo la mia gratitudine a tutti, in particolare al Decano Monsignor Franco Agnesi, che ha portato il peso maggiore della Visita pastorale, a tutti i preti, ai diaconi, alle religiose e a tutti voi. Raccolgo un messaggio anche dai posti vuoti, non tanto perche mi im­magini che tutti possano convenire per una celebrazione, ma piuttosto perche voglio sottolineare ancora la responsabilità che dobbiamo sentire per la fede di tutti. Molte persone vivono nelle città del Decanato, ma sono estranee alla comunità cristiana: molti sono battezzati, molti sono diventati indifferenti, altri vivono una diversa tradizione religiosa. Forse anche alcuni cristiani praticanti stentano a sentire l'importanza di iniziative che invitano a uscire dall'ambito ristretto delle proprie consuetudini e conoscenze. Noi dobbiamo sentire il dovere di rinnovare il nostro slancio missiona­rio per obbedire al mandato del Signore (cfr Marco 16,15). Siamo chiamati a vivere la missione anzitutto come una attrattiva della gioia e della carità: che tutti possano vedere quanto e bello essere cristiani. La missione nasce dal condividere i sentimenti di Gesù, in particolare la sua compassione per la gente disorientata e stanca. La missione chiede anche di essere annuncio, rispettosa proposta alla liberta, per offrire risposte alle domande che inquietano il cuore di molti, motivi di speranza nei drammi della vita, annuncio illumi­nante del Signore e della sua verità.   Vi accompagnino e vi sostengano sempre la benedizione del Padre e la protezione di Maria. Guardiamo il cammino che ci attende con fiducia e con coraggio, nella consapevolezza che non siamo soli perche il Signore e fedele e il  suo amore e vivo in mezzo a noi.

+ Dionigi Card. Tettamanzi