Il messaggio che voglio rivolgervi nasce dalla bella celebrazione della S. Messa conclusiva al Forum di Assago. Infatti, ci siamo radunati per celebrare l'Eucaristia: la presenza della Pasqua di Gesù che raduna la Chiesa, rende i credenti un cuore solo e un'anima sola, alimenta la loro gioia di essere discepoli di Gesù risorto, speranza del mondo, e il principio della loro missione perche nessuno viva senza sapere quanto e amato da Dio.
Da quella festosa celebrazione raccolgo l'invito che vi rivolgo a celebrare sempre con gioia, con cura, con intensità e freschezza l'Eucaristia: le nostre comunità diventano comunione vissuta se rimaniamo uniti in Cristo per il dono dello Spirito nella consapevolezza che senza di lui non possiamo fare nulla.
In quella S. Messa conclusiva della mia Visita pastorale eravamo insieme, provenendo da tutte le comunità del Decanato. La partecipazione a quell'evento, come ad altri momenti della vita del Decanato e della Diocesi, allarga gli orizzonti, ci conforta con la testimonianza di altri fratelli e sorelle, ci rende attenti a bisogni e possibilità, a povertà e ricchezze che sappiamo essere presenti all'interno delle singole comunità.
Ne ricaviamo il messaggio a proseguire il cammino per una reciproca conoscenza, per una operosa collaborazione tra le parrocchie, per sentirci incoraggiati a compiere passi concreti per consolidare e dare continuità anche istituzionale alla pastorale di insieme entro le singole città.
Il Decanato è attraversato dal Naviglio, dalla ferrovia e da strade di grande traffico: forse un simbolo delle difficoltà a comunicare anche quando si e vicini. bene che i cristiani sappiano costruire ponti, si appassionino all'impresa di cercare l'incontro, accettino la sfida di aprirsi all'urgenza della missione che tutti coinvolge e tutti impegna. Le comunità del Decanato sono per lo più comunità numerose, hanno buone tradizioni, dispongono di strutture che offrono molte possibilità e insieme chiedono molte risorse: possono quindi essere tentate di ripiegarsi su di se e di non vedere che le proprie necessità . Ma la missione che il Signore ha affidato alla Chiesa è impresa troppo grande: solo insieme possiamo essere presenza significativa nel territorio in nome del Vangelo.
Era presente alla celebrazione anche una rappresentanza degli ospiti dell'Istituto Sacra Famiglia. Eravamo insieme con i poveri, i piccoli, i disabili. Le comunità del Decanato si caratterizzano per una vivace intraprendenza nelle iniziative di solidarietà e nell'attenzione alle antiche e nuove povertà . Esprimo la mia ammirazione, la mia gratitudine e il mio incoraggiamento a tutti coloro che si fanno prossimi ai più deboli: agli operatori, ai volontari, alle istituzioni. E rinnovo l'invito a considerare sempre i più bisognosi come i fratelli più desiderati, gli ospiti che meritano più grande attenzione. Nel territorio sono presenti molte forme di povertà che spesso bussano alle porte delle nostre comunità: sia benedetta la mano che offre un aiuto, sia benedetto lo sguardo che sa riconoscere i bisogni anche di coloro che non bussano e non chiedono, sia benedetta la parola buona che anche quando non può fare nulla esprime fraternità e comprensione. La Chiesa e presente nel territorio perche non manchi a nessuno un segno di carità e a nessuno manchi il bene più necessario che a la speranza, dono del Signore risorto.
La S. Messa che abbiamo celebrato e stata preparata con cura, con la collaborazione di molti: la qualità dei canti, la presenza di numerosi chierichetti, 1'efficiente servizio di accoglienza, la professionalità della direzione del Forum, il buon gusto e la generosità di coloro che hanno curato gli addobbi hanno consentito al clero e ai fedeli di celebrare bene e con gioia. Ho avuto, insomma, la percezione di comunità in cui sono presenti persone capaci, disponibili, competenti, pronte per un servizio alla Chiesa. A tutti desidero esprimere la mia gratitudine e il mio apprezzamento. Vi invito a fare in modo che la disponibilità divenga dedizione continuativa e il servizio alla Chiesa divenga vocazione. Soprattutto a ragazzi, adolescenti e giovani deve giungere la parola amica della Chiesa perche il rapporto con il Signore Gesù non sia un'emozione passeggera e ciascuno sia aiutato alle scelte che danno alla vita il volto di una vocazione, perche nessuno viva a caso, perche la generosità non sia un episodio circoscritto a un momento.
Alla celebrazione erano presenti le autorità civili: segno di una
promettente cordialità e correttezza di rapporti. Desidero che anche a loro
giunga il mio saluto e la mia gratitudine per la loro partecipazione a un cosi
significativo evento ecclesiale. Ritengo importante che, nel rispetto delle
competenze e nella distinzione degli ambiti, sia concretamente riconosciuto il
servizio che le comunità cristiane in molti modi rendono alla società civile e
che tutti coloro che hanno a cuore il bene comune si incontrino per interpretare
i bisogni del territorio, per trovare le giuste risposte alle tante necessità,
per promuovere insieme una educazione al senso civico, alla corresponsabilità
per il presente e il futuro delle città. La partecipazione alla S. Messa
conclusiva della Visita pastorale e stata numerosa; ho sentito il vostro
affetto, ho visto i segni della vostra fede e ho cercato di comunicarvi quanto
mi siete cari. Esprimo la mia gratitudine a tutti, in particolare al Decano
Monsignor Franco Agnesi, che ha portato il peso maggiore della Visita pastorale,
a tutti i preti, ai diaconi, alle religiose e a tutti voi. Raccolgo un messaggio
anche dai posti vuoti, non tanto perche mi immagini che tutti possano convenire
per una celebrazione, ma piuttosto perche voglio sottolineare ancora la
responsabilità che dobbiamo sentire per la fede di tutti. Molte persone vivono
nelle città del Decanato, ma sono estranee alla comunità cristiana: molti sono
battezzati, molti sono diventati indifferenti, altri vivono una diversa
tradizione religiosa. Forse anche alcuni cristiani praticanti stentano a sentire
l'importanza di iniziative che invitano a uscire dall'ambito ristretto delle
proprie consuetudini e conoscenze. Noi dobbiamo sentire il dovere di rinnovare
il nostro slancio missionario per obbedire al mandato del Signore (cfr Marco
16,15). Siamo chiamati a vivere la missione anzitutto come una attrattiva della
gioia e della carità: che tutti possano vedere quanto e bello essere cristiani.
La missione nasce dal condividere i sentimenti di Gesù, in particolare la sua
compassione per la gente disorientata e stanca. La missione chiede anche di
essere annuncio, rispettosa proposta alla liberta, per offrire risposte alle
domande che inquietano il cuore di molti, motivi di speranza nei drammi della
vita, annuncio illuminante del Signore e della sua verità. Vi accompagnino e
vi sostengano sempre la benedizione del Padre e la protezione di Maria.
Guardiamo il cammino che ci attende con fiducia e con coraggio, nella
consapevolezza che non siamo soli perche il Signore e fedele e il suo amore e
vivo in mezzo a noi.
+ Dionigi Card. Tettamanzi