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Il gruppo di lavoro
"I bambini e la S. Messa"
per l'Associazione "Famiglie Insieme"
 
I termini del problema
Il presente documento e il lavoro che ne dovrebbe seguire nasce dall'aver constatato la difficoltà di accompagnare i bambini, soprattutto quelli in età prescolare, alla comprensione e alla partecipazione della Messa. Abbiamo infatti notato che l'attenzione delle comunità e dei loro rappresentanti è rivolta maggiormente ai fanciulli, cioè ai soggetti in età scolare, che si apprestano a prepararsi alla Prima Comunione. Riteniamo invece importante che le comunità parrocchiali accompagnino i genitori in questo cammino di iniziazione lasciandosi coinvolgere dai bambini anche più piccoli. Ciò per due ordini di motivazioni:
1. La comunità cristiana deve farsi carico dei bambini se non altro perché in quanto battezzati fanno anch'essi parte del corpo mistico di Gesù Cristo e tale responsabilità non può essere interamente delegata ai loro genitori. A questo proposito si faccia riferimento alle indicazioni contenute tanto nel Direttorio per le Messe dei Fanciulli (DMF 11) che nel Catechismo della C.E.I. per i Bambini, dove si legge in modo esplicito: "Gesù dice: Qualunque cosa farete a uno di questi piccoli, l'avrete fatta a me (cfr. Matteo 25,40.45). Piccoli nelle loro capacità e possibilità sono anche i bambini. Le comunità cristiane non possono ignorare la Parola del Signore; quindi sono chiamate a prendersi cura dei bambini, fin dalla prima infanzia e non soltanto all'età del catechismo parrocchiale" (Catechismo dei Bambini 208).
2. La celebrazione eucaristica è fonte di vita per i coniugi cristiani. Così si esprime la Familiaris Consortio al n. 57: "L'eucaristia è la fonte stessa del matrimonio cristiano. Il sacrificio eucaristico, infatti, rappresenta l'alleanza d'amore di Cristo con la Chiesa, in quanto sigillata con il sangue della sua croce. E' in questo sacrificio della nuova ed eterna alleanza che i coniugi cristiani trovano la radice dalla quale scaturisce, è interiormente plasmata e continuamente vivificata la loro alleanza coniugale". Eppure gli sposi, genitori di bambini piccoli, si trovano spesso nella impossibilità di partecipare congiuntamente a questo evento, così importante per la loro vita a due, perché la liturgia, inadatta ad un'assemblea composta anche di bambini, provoca noia in questi ultimi e conseguente ansia nei genitori. Chi infatti, tra i genitori di bambini piccoli, non ha provato almeno una volta un'esperienza di disagio provocata dal partecipare con loro alla Messa? Eppure nel Catechismo dei Bambini al n. 209 si legge che "l'accoglienza è il primo atteggiamento loro dovuto. Spesso i bambini danno fastidio con il loro pianto e le loro domande, ma questo non è motivo per escluderli dai momenti comunitari, memori delle parole del salmista: 'Con la bocca dei bimbi e dei lattanti affermi la tua potenza contro i tuoi avversari ' (Salmo 8,3)". Anche il Nuovo Dizionario di Liturgia, alla voce Fanciulli, richiama questo diritto: "Per quanto riguarda la celebrazione liturgica, si deve tener presente che i fanciulli, già membri della chiesa per il battesimo, fanno parte di diritto dell'assemblea liturgica; si tratta quindi di cercare per loro un qualche modo di partecipazione che consenta loro il pieno inserimento. Più esattamente si tratta di trovar loro l'itinerario adatto e le vie di accesso ad un'attiva e consapevole partecipazione alla liturgia " (Nuovo Dizionario di Liturgia, Fanciulli, "I fanciulli nella situazione odierna").
 
Gli intenti di questo lavoro sono quindi:
1. sensibilizzare le comunità parrocchiali a farsi carico dell'impegno assunto al momento del Battesimo dei bambini;
2. individuare possibili percorsi di accoglienza e di iniziazione liturgica adatti all'età considerata.
Indicazioni contenute nei testi magisteriali
Da una prima analisi dei testi magisteriali emerge un'attenzione allo specifico della religiosità del bambino, anche se a questa sensibilità non corrisponde un'adeguata concretizzazione di iniziative rivolte ai bambini di età prescolare. Nella Sacrosantum Concilium (SC) si legge infatti: "Nondimeno la Liturgia è il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa e, insieme, la fonte da cui promana tutta la sua virtù. Poiché il lavoro apostolico è ordinato a che tutti, diventati figli di Dio mediante la fede e il Battesimo, si riuniscano in assemblea, lodino Dio nella Chiesa, prendano parte al Sacrificio e alla cena del Signore" (SC 10). Anche i bambini di età compresa fra 0 e 6 anni vanno annoverati, in virtù del Battesimo e della fede, entro quei "tutti" di cui parla il documento. E' nel testo stesso infatti che si sollecita un'azione pastorale rivolta ad ogni fedele, in modo che possa partecipare attivamente alla Messa: "E' ardente desiderio della Madre Chiesa che tutti i fedeli vengano formati a quella piena, consapevole e attiva partecipazione alle celebrazioni liturgiche, che è richiesta dalla natura stessa della Liturgia e alla quale il popolo cristiano, 'stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo di acquisto ' (1 Pt. 2,9; cfr. 2,4-5), ha diritto e dovere in forza del Battesimo" (SC 14). Tale sollecitazione diventa ancora più esplicita al punto 19, dove ci si preoccupa che "i pastori d'anime curino con zelo e con pazienza la formazione liturgica, come pure la partecipazione attiva dei fedeli, […] secondo la loro età" (SC 19). (Cfr. anche DMF 3 e 9).
Il Catechismo dei Bambini si rende conto che non è facile introdurli alla comprensione della Messa. Tuttavia ritiene importante che vengano "iniziati gradualmente al mistero della Messa, attraverso i segni e i momenti a cui sono più sensibili" (Catechismo dei Bambini 214). Gli esempi di seguito riportati nel Catechismo attendono secondo noi di essere arricchiti con altre proposte più coinvolgenti e più complete.
Una possibile pista per formulare delle proposte ulteriori ci pare quella che valorizza la Celebrazione Eucaristica come momento di festa (cfr. Nuovo Dizionario di Liturgia, voce Festa; la nota pastorale della C.E.I. "Il giorno del Signore" al n.15 e segg.), perché "la festa piace ai bambini: rimangono un po' confusi, sono stupiti per ciò che vedono, si fanno curiosi, sono contenti ed hanno voglia di prendere parte a ciò che vedono svolgersi sotto i loro occhi" (Catechismo dei Bambini 209).
Da questa breve panoramica di documenti magisteriali ci pare di poter cogliere, tra gli altri, alcuni criteri-guida imprescindibili nella valutazione delle azioni da mettere a punto per il coinvolgimento dei bambini alla Mensa Eucaristica:
1) accoglienza;
2) educazione alla comprensione del Mistero Eucaristico;
3) educazione alla partecipazione al Mistero Eucaristico;
4) vicinanza della famiglia (cfr. DMF 16) nel cammino di iniziazione liturgica;
5) vicinanza della comunità parrocchiale nel cammino di iniziazione liturgica;
6) dimensione festiva.
Il recupero di questi valori ci sembra essenziale anche per gli adulti e non è quindi finalizzato esclusivamente ad un maggiore coinvolgimento dei bambini (cfr. DMF 16).
Esperienze nella diocesi di Trento
In questi anni sono state sperimentate diverse forme di intervento volte ad un maggior coinvolgimento dei bambini e delle loro famiglie alla Messa domenicale della comunità, in quanto la "[…] celebrazione ideale è, secondo il Direttorio, la Messa parrocchiale dei giorni domenicali e festivi, alla quale partecipano con gli adulti, e specialmente con i familiari, anche i fanciulli" (punto 1 dell'Istruzione della C.E.I. premessa al DMF).
Riportiamo di seguito una rapida panoramica raggruppando le diverse esperienze per tipi.
a. Interventi di tipo architettonico
Sono di questo tipo interventi architettonici miranti a creare degli spazi appositi (in alcuni casi anche molto ben studiati e centrali come ad esempio nella Parrocchia di Pera di Fassa) in cui le famiglie con bambini piccoli possano seguire la Messa senza disturbare la restante parte dell'assemblea.
Ci sembra che in questa soluzione il problema sia solo aggirato e che non si realizzi una vera e propria integrazione dei bambini e delle loro famiglie nella comunità ecclesiale. In particolare i criteri di accoglienza, di partecipazione al Mistero Eucaristico e di vicinanza della comunità sembrerebbero elusi.
b. Soluzioni di ' baby-sitting'
Si tratta di iniziative di intrattenimento dei bambini sul sagrato della Chiesa o comunque esterne al luogo in cui avviene la celebrazione eucaristica.
Questo tipo di intervento ha l'indubbio pregio di permettere ai coniugi di partecipare con serenità e senza distrazioni alla Messa, ma non risponde alla necessità di accoglienza e di iniziazione dei bambini al sacrificio eucaristico.
c. Liturgie alternative in sostituzione dell'intera celebrazione
Si tratta di iniziative di intrattenimento dei bambini per la durata dell'intera celebrazione ad opera di catechisti (che possono essere alcuni genitori dei bambini coinvolti o un sacerdote o altri incaricati appositamente) in cui si trattano argomenti pertinenti.
Questa iniziativa ha i pregi della precedente soluzione con in più una certa attenzione anche alla formazione religiosa dei bambini. D'altra parte, però, è ancora lontana da una appropriata accoglienza in seno alla comunità dei piccoli che non sperimentano né la partecipazione al Mistero eucaristico, né la vicinanza della comunità (almeno in quanto comunità orante), né, infine, il clima della festa comunitaria che, con la loro presenza, potrebbe acquisire una dimensione più piena.
d. Liturgie alternative in sostituzione di alcuni momenti della celebrazione
Si tratta di iniziative di intrattenimento dei bambini ad opera di catechisti per alcuni momenti della celebrazione che vengono spiegati loro a parte, in taluni casi adoperando idonee tecniche d'animazione. Questo allontanamento, ed il successivo rientro, è talvolta sottolineato nella sua importanza da una processione e può essere utilizzato per preparare qualcosa da riportare al resto della comunità (ad esempio all'offertorio).
Questa è certamente la soluzione fra quelle finora messe in atto che soddisfa la maggior parte dei requisiti richiesti soprattutto se l'allontanamento diventa parte integrante della liturgia, valorizzato con gesti appositi e con un ricaduta per tutti preparata ad opera dei bambini stessi. Tuttavia sembra che la liturgia possa tenere conto dei bambini solo nel momento in cui vengono allontanati dalla sala facendo intendere che non sia possibile un loro coinvolgimento reale nella festa della comunità. In definitiva questa soluzione sembra essere percorribile solo se integrata in una più generale rivisitazione di tutta la liturgia, condizione ultima perché anche i criteri di accoglienza, partecipazione al mistero eucaristico, vicinanza della comunità e clima festivo vengano soddisfatti.
Riportiamo di seguito in una tabella riassuntiva le esperienze realizzate in rapporto ai criteri guida sopra evidenziati:
 
INIZIATIVA
CRITERI
SODDISFATTI
CRITERI NON
SODDISFATTI
a) Interventi di tipo architettonico, miranti a creare degli spazi appositi in cui le famiglie non bambini piccoli possano seguire la Messa
2) se dalla sala è visibile l’altare
4)
1) 3) 5) 6)
b) Iniziative di intrattenimento dei bambini, esterne alla Chiesa
 
1) 2) 3) 4) 5) 6)
c) Iniziative di intrattenimento dei bambini, ad opera di catechiste, per la durata dell’intera celebrazione, su argomenti pertinenti
2) se il linguaggio è adatto ai bambini
1) 3) 4) 5) 6)
d) I bambini vengono accompagnati in un altro locale durante alcuni momenti della Messa, che vengono loro spiegati a parte (es: letture e omelia); in certi casi preparano qualcosa per il resto della comunità (es: offerte)
parziale
v. punto c)
parziale
parziale
parziale
6)
 
Proposte e suggerimenti
In base a queste riflessioni, ci sembra che l'approccio corretto sia quello di rivisitare la liturgia tenendo maggiormente conto della presenza dei bambini, alla luce dei criteri sopra indicati (che, ricordiamo, aiuterebbero anche noi adulti a riscoprire il significato più autentico dell'Eucaristia).
Riportiamo di seguito alcune idee che non hanno carattere sistematico quanto piuttosto di spunti che le diverse comunità parrocchiali e la Commissione liturgica Territoriale possono arricchire con propri contributi al fine di individuare delle proposte pilota da sperimentare in alcune Parrocchie della Diocesi, anche mediante la raccolta e la produzione di sussidi utilizzabili dai bambini.
- Canti. I canti, possibilmente adatti ad un clima festoso, possono essere maggiormente gestualizzati realizzando delle danze o dei movimenti ripetuti e possono essere accompagnati da strumenti suonati dai bambini; gli strumenti e i gesti possono essere preparati, ad esempio, durante i momenti della liturgia in cui i bambini si allontanano dalla Chiesa;
- Partecipazione. I bambini di quest'età non sono in grado di leggere dei testi, ma di utilizzare in modo attivo materiali diversi, sia preparati da loro o dagli adulti, sia sollecitando ditte specializzate: libri cartonati anche con finestrelle da aprire nei diversi momenti della celebrazione, puzzles raffiguranti l'altare da completare con gli oggetti che lo ornano, disegni da completare con i colori dell'anno liturgico, figure da ritagliare e incollare per realizzare degli addobbi adatti al clima di festa, realizzazione di personaggi biblici menzionati nelle letture mediante l'uso di pasta sale o didò ecc.
- Festa. Per vivere il clima festivo, si possono far preparare loro ghirlande di fiori o altri ornamenti da indossare, per sé e per gli adulti, che possono distribuire durante un momento particolare della liturgia;
- Gestualità. E' necessario per i bambini potersi muovere. Si possono pensare dei movimenti che sottolineino i diversi momenti della liturgia come ad esempio avvicinarsi all'altare all'offertorio, prendersi per mano tra di loro durante la recita del Padre Nostro, portare il segno della pace agli adulti, ecc.;
- Parola di Dio. I bambini hanno bisogno di strumenti visivi che permettano loro di comprendere quello che ascoltano; in tale prospettiva potrebbe essere utile raffigurare la Parola di Dio annunciata dal lettore, quando le letture lo rendono possibile;
- Processione eucaristica. Per i bambini che accompagnano i genitori alla processione eucaristica, tale momento può essere valorizzato tramite un gesto di accoglienza nei loro confronti (ad es. un segno di benedizione per ciascuno di loro da parte di chi distribuisce l'Eucaristia);
- Orazioni collettive. I bambini hanno bisogno di intervenire più spesso in prima persona, ma a quest'età non conoscono ancora le orazioni collettive; può quindi essere utile predisporre dei semplici ritornelli ripetitivi e musicali che intervallino le orazioni più lunghe;
- Orazioni personali. La capacità dei bambini di ringraziare e di chiedere scusa può essere valorizzata facendo dire loro in modo spontaneo, durante un apposito momento come può essere la preghiera dei fedeli o l'atto penitenziale, "grazie Gesù per…", o "scusa Gesù perché…";
- Omelia. Efficaci con i fanciulli, sono invece privi di risultati i tentativi di adattare il linguaggio del predicatore alla capacità di comprensione dei bambini: sono troppo piccoli per discorsi astratti e solo verbali. Conviene scegliere tra omelie indirizzate agli adulti ma di breve durata o, se si vuole coinvolgere anche loro, omelie accompagnate da tecniche visive di aiuto.
- Accoglienza. Accoglienza è anche rispetto dei tempi di attenzione e di partecipazione che possono essere richiesti ai bambini: è fondamentale che, anche inserendo le proposte di cui sopra, la durata della celebrazione non superi i 40-45 minuti al massimo;
Questi spunti possono essere notevolmente ampliati in base alla fantasia e all'inventiva di chi vorrà farne uso: perché non utilizzare la professionalità di maestre d'asilo o di altri esperti presenti in parrocchia o dei genitori stessi che certamente meglio di chiunque altro conoscono i linguaggi (non verbali) che possono essere parlati e compresi dai loro figli? Ciò potrebbe avere una ricaduta anche sulla partecipazione delle famiglie alla vita parrocchiale e diventare una via privilegiata e concreta per la formazione di fede degli adulti dato che scaturisce da qualcosa che sta loro a cuore: la crescita dei figli. Un bel modo perché i figli diventino risorsa per la comunità! Comunque si proceda, ci sembra però fondamentale che i vari spunti vengano utilizzati in modo congiunto, in quanto nessuno di essi, preso singolarmente, realizza i criteri guida per tutta la durata della celebrazione eucaristica. Sarebbe pertanto necessario che, chi si appresta a preparare la Messa aperta ai bambini, analizzi in modo sistematico, Messale alla mano, la liturgia, in modo che ogni momento sia studiato a misura di bambino. Del resto, nel concreto, questa esigenza andrà mediata anche con quelle dovute alla presenza di fanciulli e di adolescenti nell'ambito della stessa celebrazione e che meritano pari attenzione da parte della comunità.

Trento, 15 maggio 2000